Monastero Santissimo Salvatore

Monache Benedettine dell'adorazione perpetua del Santissimo Sacramento, Grandate

...Gesù vuole essere annientato in ogni anima in particolare, desiderio desideravi. Vuole essere da noi mangiato, al fine di impiantare la sua vita divina in noi cosicché, entrando noi in Lui e Lui in noi, in virtù della sacra manducazione della sua carne adorabile, si faccia una cosa sola di Lui e di noi.”

(madre Mectilde de Bar, V.E. cap.2, 43.45)

Catherine de Bar nasce ed è battezzata il 31 Dicembre 1614 a Saint Diè (Lorena). I suoi genitori, profondamente cristiani danno ai loro figli una educazione religiosa solida e una vasta cultura. Catherine si fa religiosa fra le Annunciate di Bruyères (Vosgi) con il nome di suor San Giovanni Evangelista. Il convento è distrutto dalla Guerra dei trent’anni nel 1635. Accolta dalle benedettine di Rambevillers nella diocesi di Toul nel 1639, vi emette la professione secondo la regola di san Benedetto nel 1640, prendendo il nome di Mectilde. La ripresa della guerra costringe le monache a rifugiarsi a Saint-Mihiel, poi presso l’Abbazia di Montmartre (1641). Ella soggiorna poi nel 1643 presso l’Abbazia della Trinità di Caen e raduna alcune delle sue sorelle a Saint-Maur-des-Fossèes (1643-1646). Nominata priora del Bon Secours a Caen (1647-1650), è richiesta come priora a Rambevillers. Nel 1651 deve fuggire nuovamente per la ripresa delle ostilità. Nuovo esodo verso Parigi, rue du Bac. Nella capitale francese madre Mectilde ritrova le sue consorelle rifugiate nel sobborgo di Saint-Gerrnain, dove vivono in grandi ristrettezze. Mentre coltiva il progetto di ritirarsi a vita eremitca, una voce interiore la invita: “Adora e sottomettiti a tutti i disegni di Dio, che al presente ti sono sconosciuti”. Il progetto divino si svela a tratti, tra la certezza interiore e la precarietà delle sicurezze umane: l’innesto sul tronco benedettino di una fondazione votata all’adorazione perpetua del SS. Sacramento e alla riparazione. Superando il senso di indegnità che inizialmente le fa respingere l’idea di diventare una fondatrice, aderisce e si abbandona al progetto di Dio. Tra difficoltà e ostacoli, il Signore compie la sua opera: il 25 marzo 1653, a Parigi, in rue du Bac, nasce l’Istituto delle Benedettine dell’adorazione perpetua del SS. Sacramento. Il 12 marzo 1654 la regina Anna d’Austria, dopo la benedizione del nuovo monastero di Rue Fèrou, recita la prima ammenda onorevole: la piccola ma fervente comunità monastica inizia così l’adorazione perpetua. Madre Mectilde porta in sé una vocazione specifica: desidera far nascere una vita monastica tutta incentrata sull’Eucaristia. Un sogno della sua infanzia, in cui le si presentarono 7 ostensori, si realizza durante la sua vita con la fondazione di 7 monasteri dediti all’adorazione perpetua: Toul (1664), Rambevillers (1666), Nancy (11669), Caen (1686), Rouen (1677), Parigi (secondo monastero, 1680), Varsavia (1687). Il 6 aprile 1698, seconda Domenica di Pasqua, è la data del suo passaggio: la Madre “passa” per sempre in Colui che in terra aveva ardentemente amato. Lascia 10 monasteri e un patrimonio spirituale costituito da numerosi scritti, tra cui un epistolario di oltre 3000 lettere, che la pongono tra i maestri di spirito della sua epoca. Al presente il suo Istituto conta circa 45 monasteri suddivisi principalmente in 5 paesi europei: Francia, Polonia, Italia, Germania, Paesi Bassi. Da poco il carisma sta fiorendo anche nel continente africano con la rinascita o aggregazione di 2 comunità ugandesi.