Monastero Santissimo Salvatore

Monache Benedettine dell'adorazione perpetua del Santissimo Sacramento, Grandate

Vedo che il diavolo si sforza di turbare l’interno e l’esterno. Non so se ci riuscirà: ci prova con i mezzi migliori. Quello che mi colpisce di più è che sembra attaccarsi a voi e riempirvi di tentazioni senza motivo. Voi cercate materia per appoggiare il vostro sconforto e le vostre cause di pena, e non ne avete che siano vere.

(madre Mectilde de Bar, alla contessa di Chateauvieux)

L’Oblato benedettino

 

L'oblato è un cristiano desideroso di vivere con convinzione e profondità il Vangelo e che ha scoperto nella Regola di San Benedetto un cammino di luce, che gli facilita la sequela di Cristo e lo stimola a servire Dio e i fratelli con un amore più puro e generoso nel proprio stato di vita”. Così l’Abate Gabriel M. Brasò o.s.b. definisce l’oblato benedettino.

 

La dottrina di San Benedetto è prima di tutto cristiana e solo poi monastica: ci possono però essere cristiani che, senza farsi monaci, vogliono vivere con pienezza le esigenze del Vangelo e del loro battesimo. Per questo, la dottrina spirituale che San Benedetto espone nella Regola, può essere norma di vita cristiana per ognuno. Gli oblati benedettini sono perciò dei laici che sempre più consapevoli della loro consacrazione battesimale hanno trovato nella spiritualità di San Benedetto un supporto che li aiuta a vivere la propria vocazione di figli di Dio in famiglia, sul lavoro, con gli amici...

É infatti il battesimo l’autentica oblazione cristiana, nella quale l’uomo viene ricreato in Cristo, modello e misura di ogni vita “offerta” a Dio e ai fratelli. Madre Mectilde de Bar ha scritto alla contessa di Chateauvieux: “Non potreste ricevere da Dio grazia più alta di quella del Battesimo. Essa vi rende figlia di Dio, membro del suo corpo, sposa di Gesù, vi fa partecipe con lui dell’eredità eterna. Fa di voi un’immagine di Gesù Cristo, vi unisce e vi trasforma così perfettamente, che egli è, in certo modo, interamente diffuso in voi e vi riempie di sé, vi dà vita in lui, ma una vita di grazia, una vita tutta santa e divina.”

L’oblato benedettino è chiamato a vivere consapevolmente la sua dignità di figlio di Dio e porta nella Chiesa e nella realtà in cui vive e opera il contributo del carisma benedettino: la centralità di Cristo, l’ascolto della Parola di Dio meditata e vissuta, la partecipazione intensa alla liturgia, la profonda vita spirituale, la carità operosa.

 

L’Oblazione benedettina

 

L’oblazione è l’atto liturgico-spirituale riconosciuto dalla Chiesa, con il quale l’aspirante oblato, dopo un opportuno periodo di formazione, fa l’offerta di se stesso a Dio vincolandosi ad una specifica comunità benedettina. (cfr. gli Statuti degli Oblati)

L’oblato vive e pratica tutto questo entro la sua famiglia naturale, nel suo luogo di lavoro, nelle relazioni ordinarie che la sua vita comporta. Ma per il fatto di appartenere a un gruppo di oblati che, come lui, cercano di assimilare lo spirito di San Benedetto in modo da vivere più fedelmente il proprio battesimo, trova in questo gruppo una nuova dimensione familiare: quella di una famiglia spirituale strettamente vincolata a una famiglia monastica.

 

Gli incontri

 

Gli oblati si incontrano per una giornata di ritiro e di approfondimento una volta al mese qui in monastero. A volte l’incontro si estende anche a quanti si considerano “amici del monastero”.

Il tema degli incontri è l’'esortazione apostolica Evangelii gaudium, che viene letta, meditata e discussa insieme.