Monastero Santissimo Salvatore

Monache Benedettine dell'adorazione perpetua del Santissimo Sacramento, Grandate

Vorrei che si avesse abbastanza coraggio per vedere la propria miseria, le nostre cadute e impotenze a ogni bene, senza turbarsene né perdere la pace, esponendosi dolcemente a Dio che ci è presente, per trovare in Lui il rimedio ai nostri mali.

(madre Mectilde de Bar, N 1651 argomenti spirituali diversi)

I longobardi

 

Per ricomporre la storia del monastero del SS. Salvatore di Piedimonte Matese (Caserta) siamo dovute ritornare al sec. VIII° quando la penisola italica era sotto il dominio dei Longobardi. La loro conversione al cattolicesimo costituì un evento di capitale importanza per la rinascita della vita monastica.

La città di Benevento era sede, per l’Italia meridionale, della dominazione longobarda e il duca Arechi II donò nel 770 ad alcune monache il terreno e i fondi per costruire una chiesa e un monastero nel territorio di Alife, (antica denominazione della zona di Piedimonte): In territorio alifano, Dei amabili viro ecclesiam in honore Domini Salvatoris construxit et monasterium puellarum instituit. Consideriamo questo atto di donazione come il momento della nascita del monastero che fu intitolato al SS.mo Salvatore, come molte delle chiese e dei monasteri costruiti dai Longobardi.

Il monastero fu subito messo sotto la giurisdizione dell’abbazia di S. Vincenzo al Volturno e, posto sul confine con i territori rimasti in possesso dei Bizantini, aveva probabilmente un’importanza strategica. Abbiamo trovato testimonianza di ciò anche nell’opera dello storico Gianfrancesco Trutta: “..dello stesso sec. VIII° è la fondazione, in tenimento di Alife, di una non meno celebre chiesa e monastero di monache del SS. Salvatore, fatto cioè nell’anno 770 di Gesù Cristo da Arechi II duca e primo principe di Benevento, che raccomandollo alla cura di Ato suo familiare, Abbate del monistero di S. Vincenzo al Volturno”.

Nell’881 i Saraceni invasero i territori longobardi: distrussero il monastero di S. Vincenzo al Volturno, uccisero centinaia di monaci, depredarono e incendiarono il monastero del SS. Salvatore. Le monache, dopo la distruzione, si rifugiarono a Benevento presso la chiesa di S. Croce ricevuta dai principi cittadini e fondarono un piccolo monastero nel quale rimasero dal 902 al 929. Si trasferirono poi ad un nuovo cenobio che intitolarono a S. Vittorino, ma non dimenticarono l’antica sede di Piedimonte, dove parte della comunità ritornò.

 

 

                                                 

 

           Localizzazione del Monastero del SS. Salvatore a Piedimonte nel Ducato di Benevento