Monastero Santissimo Salvatore

Monache Benedettine dell'adorazione perpetua del Santissimo Sacramento, Grandate

Se lo Spirito Santo si serve delle nostre meditazioni, Dio si serve spesso delle letture per illuminarci…muti predicatori che non smettono di bussare al cuore e di illuminare la mente. In qualsiasi modo esse ci vengano, io le considero come grandissime grazie.

(madre Mectilde de Bar, N 469 alla madre saint Placide, rue saint Louis, autografo)

Tempo di Avvento anno C

Molto più ricca di quanto comunemente la si interpreti, la parola «avvento» vuol dire «Presenza»: il tempo di avvento è una ininterrotta celebrazione della venuta gloriosa del Signore, Gesù di Nazaret, uomo in mezzo agli uomini. Venuta che continua ad avvenire nella storia poichè egli, glorificato nella risurrezione, continua a guidare il cammino dell'umanità e della creazione intera verso la pienezza, mediante il suo Spirito.

È una Presenza liberatrice (I domenica), una presenza che si fa avvenimento di salvezza nella fede, nella speranza, nell'amore. È un cammino (II domenica): Dio che cerca l'uomo e l'uomo che cerca Dio, ricerche unite e guidate dall’amore del Padre. È un cammino di gioia (III domenica), ma anche luce velata e diffusa in caldi toni della fede (IV domenica).

Il tempo d'avvento non finirà con la quarta domenica: il suo vero compimento nell'anno liturgico sono tutte le feste del ciclo natalizio fino al mistero della manifestazione della presenza di Dio in Gesù, all'epifania, al suo battesimo.

Se la liturgia, come ogni linguaggio umano legato al tempo, conosce un inizio e un termine del tempo di avvento, la vita cristiana è sempre avventuale, come è sempre pasquale. È sempre chiamata ad aprirsi, nella vigilanza, nel cammino, nella gioia, nella fede, alla presenza del Misericordioso, Gesù di Nazaret, alla luce del vangelo.

 

 

ASCOLTATE SORELLE LA PAROLA DEL SIGNORE DALLA LETTERA DI SAN PAOLO AI ROMANI (Rm 8,15-25)

E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!». Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria.

Ritengo infatti che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio. La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. Nella speranza infatti siamo stati salvati. Ora, ciò che si spera, se è visto, non è più oggetto di speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe sperarlo? Ma, se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza.

PAROLA DI DIO

 

All’inizio del tempo di avvento, un rinnovato cammino verso l’umanità di Dio, la Parola ci viene incontro per giudicare e compiere imprevedibilmente le nostre attese di giustizia. è nello sconvolgimento, nella crisi che mette al vaglio tutti i nostri progetti di liberazione, che viene annunziata l’approssimarsi della salvezza.

Nella misura in cui sono messe a nudo le nostre paure e le presunzioni di salvarci da soli, la liberazione si avvicina. La liberazione che è nel vangelo di Gesù di Nazaret è quella dell’amore, che rende saldo l’uomo di fronte allo sconvolgimento di tutte le potenze, di fronte al giudizio della Parola.

La liberazione operata da Gesù è il vangelo della paternità di Dio, che dona occhi di speranza per vedere tutte le prove e gli sconvolgimenti della storia di oggi come un doloroso ma fecondo travaglio di vita.

 

Salmo 18 (17)

Rit. Alziamo lo sguardo, la liberazione è vicina.

 

Ti amo, Signore, mia forza,

Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore,

mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio;

mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo. Rit.

 

Nell’angoscia invocai il Signore,

nell’angoscia gridai al mio Dio:

abbassò i cieli e discese,

stese la mano dall’alto e mi prese,

mi sollevò dalle grandi acque,

mi liberò da nemici potenti. Rit.

 

La via di Dio è perfetta,

la parola del Signore è purificata nel fuoco;

egli è scudo per chi in lui si rifugia.

Per questo, Signore, ti loderò tra le genti

e canterò inni al tuo nome. Rit.

 

I DOMENICA DI AVVENTO

Dal Libro del profeta Geremia 33,14-16

Dalla Prima Lettera ai Tessalonicesi 3,12-4,2

Dal Vangelo secondo Luca 21,25-28,34-36

 

II DOMENICA DI AVVENTO, ANNO C

Dal Libro del profeta Baruc 5,1-9

Dalla Lettera ai Filippesi 1,4-6,8-11

Dal Vangelo secondo Luca 3,1-6

 

III DOMENICA DI AVVENTO, Domenia Gaudete, ANNO C

Dal Libro del profeta Sofonia 3,14-18a

Dalla Lettera ai Filippesi 4,4-7

Dal Vangelo secondo Luca 3,10-18