Monastero Santissimo Salvatore

Monache Benedettine dell'adorazione perpetua del Santissimo Sacramento, Grandate

Se lo Spirito Santo si serve delle nostre meditazioni, Dio si serve spesso delle letture per illuminarci…muti predicatori che non smettono di bussare al cuore e di illuminare la mente. In qualsiasi modo esse ci vengano, io le considero come grandissime grazie.

(madre Mectilde de Bar, N 469 alla madre saint Placide, rue saint Louis, autografo)

IL TEMPO DI NATALE, ANNO B.

Il tempo natalizio spezza la ciclicità inesorabile dello scorrere del nostro tempo, introducendoci nuovamente all’evento sempre sconosciuto e imprevedibile di Gesù che nasce per ciascuno di noi, entra nella nostra vita e con noi cammina verso la Pasqua. Dio nascendo nel tempo è entrato nella nostra storia e ci ha immessi nell’ora del suo Figlio: la sua morte e risurrezione ci hanno dato la salvezza e la possibilità di diventare figli di Dio. Il tempo natalizio è perciò un tempo nuovo nel quale la prossimità beatificante di Dio si rivela a un punto di coinvolgimento tale con la nostra storia da permetterci di chiamarlo Padre.

Gesù non si limita a condividere, ma condividendo esprime il suo essere altro, il suo essere figlio, cioè il suo essere Dio nell’obbedienza al Padre, nell’amore che si china a servire. Da quando la misericordia di Dio si è fatta carne in Gesù, uomo come noi, la vita quotidiana, i rapporti di tutti i giorni sono diventati luogo di celebrazione delle grandi cose compiute dal Signore.

Il Natale non è perciò solo un bel ricordo: nella carne del Figlio, Dio è venuto a salvarci, si è fatto uomo perché noi diventassimo come lui (cfr. sant’Agostino).

Siamo tutti come stranieri, assolutamente graziati di fronte al mistero di Dio che si manifesta uomo, anzi bambino. Infatti fin dall’inizio con il suo nascere uomo tra gli uomini, Gesù ha aperto a tutti senza distinzioni di provenienza, razza, condizione, il dono della salvezza. Un dono che ci è dato nelle braccia aperte del Bambino Gesù nella mangiatoia, le stesse braccia stese sulla Croce.

La nostra vita è accolta e redenta in quest'unico abbraccio.

 

ASCOLTATE SORELLE LA PAROLA DEL SIGNORE DALLA LETTERA DI SAN PAOLO AI ROMANI (Rm 8, 14-17.31-39)

Infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!». Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria.

Che diremo dunque di queste cose? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui? Chi muoverà accuse contro coloro che Dio ha scelto? Dio è colui che giustifica! Chi condannerà? Cristo Gesù è morto, anzi è risorto, sta alla destra di Dio e intercede per noi!

Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Come sta scritto: Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo considerati come pecore da macello.

Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.

 

BREVE COMMENTO.

Con la nascita di Gesù, si è aperto un nuovo modo di essere uomini dinanzi a Dio. Una realtà insuperabilmente nuova: Dio-con-noi, Dio-per-noi, e noi figli suoi. Questo mistero di inconcepibile prossimità, di misericordia sconfinata illumina e vaglia le nostre realtà oggi più sconcertanti, enigmatiche fino allo scandalo ultimo: la morte. Nel Verbo di Dio fatto uomo l'opera della creazione è ripresa e mirabilmente superata: attraverso il suo sangue tutta l'umanità è resa partecipe della pienezza di Dio. La pienezza umana di ciascuno di noi è sempre frutto di un intreccio di rapporti interumani: l'amore manifestatosi in Gesù di Nazareth ne è la verità profonda.

Da allora la vita di ogni uomo è un cammino costante che da Betlemme (nasce nell'umiltà) va a Nazareth (vive nel nascondimento della quotidianità), si ferma al Giordano (si riconosce peccatore, in debito) e prosegue fino al Calvario (soffre nella speranza e nell'amore). Un cammino possibile se animato dal desiderio di adorare, di riconoscere l’assoluta grandezza di Dio: la presenza di Dio dona una vittoria strepitosa, definitiva, irrevocabile su ogni potere del peccato e con la sua morte apre una via di umanizzazione anche a noi, umanizzazione che si realizza attraverso il servizio ai fratelli.

Si tratta di un dono che si offre in inerme bellezza e debolezza, producendo gioia e suscitando capacità di risposta. Natale vuol dire che Cristo nasce dentro di noi, si presenta al mondo con la nostra faccia, le nostre mani, la nostra volontà di trasformare il mondo in qualcosa di bello, di più umano, giusto.

 

Salmo 89 (88)

Rit. Canterò in eterno l’amore del Signore

Canterò in eterno l’amore del Signore,

di generazione in generazione

farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,

perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;

nel cielo rendi stabile la tua fedeltà». Rit.

«Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,

ho giurato a Davide, mio servo.

Stabilirò per sempre la tua discendenza,

di generazione in generazione edificherò il tuo trono». Rit.

I cieli cantano le tue meraviglie, Signore,

la tua fedeltà nell’assemblea dei santi.

Giustizia e diritto sono la base del tuo trono,

amore e fedeltà precedono il tuo volto. RiRit.

Beato il popolo che ti sa acclamare:

camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;

esulta tutto il giorno nel tuo nome,

si esalta nella tua giustizia. Rit.

Ho trovato Davide, mio servo,

con il mio santo olio l’ho consacrato

la mia mano è il suo sostegno,

il mio braccio è la sua forza. Rit.

La mia fedeltà e il mio amore saranno con lui

e nel mio nome s’innalzerà la sua fronte.

Farò estendere sul mare la sua mano

e sui fiumi la sua destra.

Egli mi invocherà: “Tu sei mio padre,

mio Dio e roccia della mia salvezza”.Rit.

Io farò di lui il mio primogenito,

il più alto fra i re della terra.

Gli conserverò sempre il mio amore,

la mia alleanza gli sarà fedele.

Stabilirò per sempre la sua discendenza,

il suo trono come i giorni del cielo. Rit.