Fà come Dio: fatti essere umano!

 

Il Signore non viene nel rumore, il Signore non trova posto nella frenesia e nello stordimento. E’ venuto nella pace e per la pace. E’ una parola questa così usata da diventare banale: è chiamato «pace» un equilibrio di paura; si parla di pace in una società intessuta di violenza e di oppressione dell’uomo sull’uomo. Si dissolve oggi anche la pace più semplice, quella della famiglia. Solo Cristo può riunire gli uomini dispersi dall’egoismo e fare di tutti un unico popolo pacifico in cammino verso il monte del suo Tempio. L’ora di Dio giunge a noi perché ogni istante della nostra vita contiene l’eternità di Dio. Non bisogna basarsi unicamente sulla saggezza umana, e neppure aspettarsi un intervento massiccio da parte di Dio. E al presente che viene donata la salvezza. Ogni scelta che si fa nel presente fra la luce e le tenebre è un segno della venuta del Figlio dell’uomo.

L’assemblea eucaristica è la Chiesa in stato di attesa e di vigilanza, che impara a leggere, nell’«oggi» della propria storia, la venuta del Signore come momento di salvezza. (confronta www.maranatha.it/Festiv2/avvento/avvA1Page.htm)

 

Gesù non ci salva dal peccato, ma ci salva nel peccato. (padre Silvano Fausti)

 

La famiglia è lo spazio in cui celebrare la vita. (don Oreste Benzi)

 

DAI PENSIERI DI HENRY NOUWEN

"Nella solitudine diventiamo consapevoli che il nostro valore non è la stessa cosa del nostro essere utili" (Out ofsolitude)

 

"Il tempo dedicato al nostro rinnovamento spirituale non è mai sprecato. Dio non ha fretta" (The road to Daybreak)

 

"La preghiera contemplativa è un comportamento nel quale noi riconosciamo la priorità di Dio anche quando siamo incapaci di riconoscere la sua presenza in noi" (Clowing in Rome)

 

"Con la vita spirituale noi ci muoviamo gradualmente dalla casa della paura alla casa dell'amore" (Behold the beauty of the love)

 

"Spesso non siamo capaci di curare, ma siamo capaci sempre di prenderci cura di qualcuno" (Bread for the journey)

 

LA MESSA DELLA DOMENICA-20, Essere trasformati in Colui che riceviamo, RITI DI COMUNIONE

...la Comunione eucaristica è un atto di amore sponsale. Noi desideriamo essere 'uno' con Cristo; lo saremo nella vita eterna...il momento della Comunione diventa pregustazione del banchetto escatologico. Quando poi il sacerdote dice"Il corpo di Cristo", l'amen del fedel non è semplicemente un atto di fede, ma è un sì sponsale. E' come se il Signore dicesse per bocca del sacerdote: "Vuoi unire la tua vita alla mia?"; il fedel risponde 'sì', e così avviene: accogliendo il corpo sacramentale  di Cristo, si diventa uno con Lui. Ed è Lui, più grande che trasforma la nostra piccola vita nella sua vita divina, donandoci...il suo corpo e il suo spirito, lo Spirito Santo.

 

Discorso 272, 3 di Sant'Agostino

Se vuoi comprendere il mistero del corpo di Cristo, ascolto l'Apostolo che dice ai fedeli: "Voi siete il corpo di Cristo e sue membra" (1 Cor. 12,27). Se voi dunque siete il corpo e le membra di Cristo, sulla mensa del SIgnore è deposto il mistero di voi: ricevete il mistero di: "Amen". Sii membro del corpo di Cristo, perchè sia veritiero il tuo "Amen".

 

Accendete una candela in una stanza buia e guardate come la luce vince subito l’oscurità. Guardate la forza e la grazia di quell’unica fiamma solitaria che danza con la vita! Accendete ora un’altra candela e gustate la speranza che porta con sé. Accendete molte candele con le prime due e sperimentate il calore, la luce e la gioia ulteriori che portano. La vigilia di Pasqua comincia nell’oscurità con questo segno: la luce di Cristo trasmessa dal cero pasquale da una persona all’altra della comunità…

La passione di Cristo per l’unità dei suoi discepoli è un’energia sincera che scorre attraverso noi, non da noi. È l’energia che ci conduce lungo il nostro percorso di vita. Proveniamo dall’Amore e andiamo verso l’Amore! Avvengono miracoli quando permettiamo alla passione di Cristo per l’unità di fluire attraverso di noi. (Padre Paolo James Francis, sa; fondatore della Comunità dell’Atonment.)

 

“Lì sta la vera guarigione, dal momento che il modo di relazionarci con gli altri che ci risana invece di farci ammalare, è una fraternità mistica, contemplativa, che sa guardare alla grandezza sacra del prossimo, che sa scoprire Dio in ogni essere umano, che sa sopportare le molestie del vivere insieme aggrappandosi all’amore di Dio, che sa aprire il cuore all’amore divino per cercare la felicità degli altri come la cerca il loro Padre buono…non lasciamoci rubare la comunità!” (Papa Francesco, Evangeli Gaudium, n.92)

 

«È gratificante vedere qui tanti volti profondamente compresi, ai quali non si addicono tutte le cose dette contro il cattolicesimo. Sia i bambini che gli adulti si confessano con un fervore sincero che commuove. Non è detto che la confessione porti necessariamente a una vita piena di scrupoli; anche se questo spesso avviene e avverrà sempre con le persone più austere... Per le persone più semplici è l'unico modo per parlare con Dio, mentre per quelle religiosamente più evolute è la realizzazione dell'idea della Chiesa che trova la sua pienezza nella confessione e nell'assoluzione». (Dietrich Bonhóeffer, Roma 1924)

 

L'anima mia ti benedica, o Signore Dio, mio creatore: l'anima mia ti benedica e dall'intimo del mio cuore ti lodi la tua stessa misericordia, di cui il tuo amore infinito mi ha circondato senza mio merito. Ringrazio, come meglio sono capace, la tua immensa bontà e rendo gloria alla tua longanimità, alla tua pazienza e alla tua indulgenza. (Dalle « Rivelazioni dell'amore divino » di santa Geltrude, vergine.)

 

Le nozze saranno consumate quando la chiesa apparirà risplendente per sempre nel suo vestito di sposa

Ma allora, mentre si attende questo giorno, la chiesa sarà solo fidanzata? No, perché la consumazione finale è già presente nella comunione regale: tutte le volte in cui mi comunico, si compiono nella mia stessa carne le nozze finali, l'unione coniugale dell'Agnello e della sua chiesa. Senza l'eucaristia, la chiesa rimarrebbe solo fidanzata; l'eucaristia ne fa la sposa. (Le nozze dall’Agnello, dove il re è pover, di DANIEL ANGE)