Monastero Santissimo Salvatore

Monache Benedettine dell'adorazione perpetua del Santissimo Sacramento, Grandate

O meraviglioso segreto, che però per me è chiaro come la luce del giorno che mi illumina! Nel fondo di questa morte e di questo marcimento, c'è un germe di vita, che possiamo chiamare un fondo di vita, che non deriva davvero, assolutamente, né dalla forza dell'anima né da qualche altro fattore legato alla sua attività o capacità, ma dalla pura misericordia di Dio. E questo germe o fondo di vita non è nient'altro che Gesù Cristo. (madre Mectilde de Bar,V.E. cap.12, 9-10)

Il centro vitale della comunità è l’Eucaristia celebrata ogni mattina e adorata giorno e notte. Da questo mistero, presenza perenne e dinamica della Pasqua di Gesù, si irradia la vita quotidiana e la preghiera liturgica delle Ore che scandisce la giornata.

In essa, come nell’adorazione, si raccoglie la lode e la supplica di tutta l’umanità.

La comunità vive secondo il progetto elaborato da San Benedetto fin dal secolo VI: preghiera, lectio divina, lavoro.

L’atmosfera di silenzio alimenta la ricerca di Dio.

L’impegno ascetico individuale e comunitario si verifica nella prassi dell’obbedienza che “è propria di coloro che ritengono di non avere nulla di più caro di Cristo” (RB 5,2).

Un ruolo importante è attribuito al lavoro quotidiano che San Benedetto non considera un elemento accessorio, ma necessario per formare la persona umana e cristiana: “Allora sono veri monaci quando vivono del lavoro delle loro mani, come fecero i nostri padri e gli apostoli” (RB 48,8). Lavorando la comunità si procura i mezzi necessari per il sostentamento e si fa solidale con gli uomini e le donne del nostro tempo.