Monastero Santissimo Salvatore

Monache Benedettine dell'adorazione perpetua del Santissimo Sacramento, Grandate

È una verità di fede che noi non possiamo far nulla da soli; tutto il bene che facciamo dobbiamo attribuirlo a Dio che ne è l'autore. Se riusciamo in qualcosa, se abbiamo un buon pensiero, se ci troviamo in una buona disposizione, tutto questo non viene da noi e non è nostro; non vi si può far affidamento, perché Dio lo toglie e lo dona come a lui piace.

(madre Mectilde de Bar, N 2640 a una novizia in particolare)

Preghiera a San Benedetto Patrono d'Europa

San Benedetto, uomo di Dio,

tu fosti temprato nell’austera solitudine

per divenire maestro di vita in comunione.

In un’epoca di gravi sconvolgimenti per il migrare dei popoli

e il crollo dei valori

costituisti la “scuola del divino servizio”

in cui, nella preghiera e nel lavoro,

nell’ascesi e nella preghiera e nel lavoro,

s’impara a cercare veramente Dio

e a costruire la città della pace

stabilita sul Cristo, roccia eterna.

Oggi, con devoto affetto, ti preghiera:

intercedi per noi presso Dio

perché volga pietoso lo sguardo al mondo intero.

Ottienici in particolare che i popoli dell’Europa

ritrovino le radici cristiane della loro storia

nella quale tu e i tuoi figli avete immesso

un fermento di vera e perenne civiltà.

Risvegliandosi al desiderio degli autentici valori

sappiano rinunziare a tutti i falsi idoli

creati dal benessere e dalla sete di prestigio,

per collaborare lealmente nella ricerca

del bene comune, dell’unità e della pace.

Attraverso il pensiero e l’azione, l’arte e la cultura

sappiano ancora esprimere in modo genuino

la bellezza e la gioia del messaggio cristiano

e riconoscere a Dio il primato su ogni cosa.

Grazie alla materna protezione della Vergine Maria

La vita sia sempre accolta e onorata

quale bene inestimabile scaturito dalla fonte dell’Eterno Amore,

affinché sul ceppo inaridito del vecchio continente

possa germogliare una nuova primavera umana

a lode e gloria di Dio Padre

per mezzo del Signore Gesù Cristo

nella comunione dello Spirito Santo. Amen.

 

(Preghiera composta dalla Madre Anna Maria Canopi, Abbadessa del monastero di Isola San Giulio)

 

Medagla di San Benedetto

 

                                                                  

L'origine della Medaglia o Croce di S. Benedetto è assai antica.

Certamente è stata suggerita dall'uso efficace che il Patriarca fece del segno di croce contro gli assalti del demonio, narrati da S. Gregorio.

Le forme della Medaglia sono varie. Ma la più nota e la più arricchita d'indulgenze è oggi quella che fu fatta coniare dall'Abate di Montecassino nel 1880, nella ricorrenza del XIV centenario della nascita di S. Benedetto.

Da ciò il suo nome di Medaglia Giubilare.

Nel retro reca l'effige del Santo, che ha la croce nella mano destra e la Regola nella mano sinistra; a destra di lui una coppa da cui fugge una vipera (ricordo del vino avvelenato a cui egli miracolosamente sfuggì); a sinistra un corvo che porta via il pane avvelenato.

Sotto si leggono le parole:

Ex S. M. Casino MDCCCLXXX

(Dal Sacro Monte Cassino 1880).

Ai due lati:

Crux Sancii Patris Benedicti

(Croce del S. Padre Benedetto).

Attorno all'immagine:

Eius in obitu nostro praesentia muniamur

(Ci difenda nella nostra morte con la sua presenza).

Nel verso della Medaglia è rappresentata una Croce.

Nei vani dei quattro bracci sono le lettere C.S.P.B., che ripetono la dicitura Croce del S. P. B.

L'asta verticale porta le iniziali della prima metà del verso (pentamentro):

Crux Sacra Sii Mihi Lux

(La Croce sacra sia la mia luce).

L'asta orizzontale le iniziali della seconda metà:

Non Draco Sii Mihi Dux

(Non mi sia guida il demonio).

Sulla fascia circolare sono le iniziali delle parole del seguente distico:

Vade Retro, Satana, Numquam Suade Mihi Vana; Sunt Mala Quae Libas, Ipse Venena Bibas

(Va' indietro, Satana, non m'indurre mai a cose vane; è nociva la tua bevanda; bevi tu stesso il tuo veleno).

Sopra la Croce è scritto PAX: motto della Congregazione Cassinese e poi di tutto l'Ordine benedettino.

I tre versi suddetti, in distici elegiaci con rima interna, fanno parte d'una serie molto antica, almeno del sec. XIV, la quale accompagna in un codice la figura di un monaco che con la croce scaccia la tentazione. Essi esprimono bene la confidenza dei fedeli nel patrocinio di S. Benedetto contro i pericoli spirituali e materiali che può procurare il demonio.

Qualche studioso ha potuto asserire che, eccetto quella della SS. Vergine, nessuna Medaglia è così diffusa come quella di S. Benedetto.

Le numerosissime indulgenze, di cui la S. Sede l'ha arricchita, testimoniano il suo singolare pregio e contribuiscono insieme a renderla più cara e preziosa al popolo cristiano.