Monastero Santissimo Salvatore

Monache Benedettine dell'adorazione perpetua del Santissimo Sacramento, Grandate

Vorrei che si avesse abbastanza coraggio per vedere la propria miseria, le nostre cadute e impotenze a ogni bene, senza turbarsene né perdere la pace, esponendosi dolcemente a Dio che ci è presente, per trovare in Lui il rimedio ai nostri mali. Come si biasimerebbe una persona che, essendo inzuppata e inzaccherata dalla testa ai piedi, si trastullasse a gridare e lamentarsi vedendosi in quello stato senza volersi accostare a un buon fuoco per asciugarsi. (madre Mectilde de Bar, N 1651 argomenti spirituali diversi)

 

 

Lodato e adorato il Santissimo Sacramento

 

Mio Dio e mio Salvatore Gesù Cristo,

vero Dio e vero Uomo,

degna vittima dell'Altissimo,

pane vivo e sorgente di vita eterna,

Ti adoro con tutto il cuore nel tuo divin Sacramento

col desiderio di riparare le irriverenze profanazioni ed empietà

che si commettono contro di Te

in questo ineffabile mistero

e mi prostro davanti alla Tua santissima maestà per adorarti

in nome di quelli che non Ti rendono alcun omaggio.

Vorrei, col mio amore e con la mia offerta,

ottenere per loro le grazie di conversione,

affinché anch'essi Ti tributino amore, onore e gloria

nell’estensione di tutti i secoli.

Per santificare questa adorazione e rendertela più gradita,

la unisco, o mio Salvatore, a quelle della tua Chiesa universale.

Inoltre, per onorarti,

desidero dirti quello che il tuo Spirito ispira alla tua Santissima Madre

ed ai tuoi Santi, e ciò che Tu stesso dici a Dio Padre

in questo Sacramento

ove sei suo perpetuo olocausto

e nel beato seno che ti genera dall’eternità

dove sei uno con Lui per la divina essenza.

A m e n.

 

COLONNA: Simbolo della riparazione. Nei monasteri benedettino-mectildiani nei quali è ancora in uso, si trova al centro del coro monastico, di fronte al tabernacolo. E’ costituita da una colonna di legno o di marmo, sormontata da un cero acceso al quale è fissata una corda. Il simbolo sintetizza i segni della corda al collo e del cero in mano, voluti dalla fondatrice Mectilde de Bar, la quale li ha dedotti dall’antica prassi penitenziale in uso nella Chiesa nei secoli V-VI per l’itinerario di riconciliazione dei pubblici penitenti. La monaca inginocchiata alla colonna, esprime la nostra spiritualità riparatrice che ci rende partecipi del mistero di Cristo fattosi solidale con l’umanità schiava del peccato (la corda al collo indica appunto la non libertà dell’uomo peccatore, e il suo essere votato alla morte) per ricondurla alla luce della vita divina attraverso la grazia della conversione (simboleggiata dal cero acceso = richiesta di vita).

Ogni giorno dopo l’Eucaristia, mentre la comunità è prostata a terra, la monaca inginocchiata alla colonna legge l’ammenda.

 

AMMENDA: Esplicitazione del riconoscimento della colpa e della richiesta della grazia di una vita nuova.

L’ammenda onorevole o riparazione d’onore (opposta alla riparazione pecuniaria) introdotta in Francia dal XV al XVII secolo, era pena inflitta, previamente all’esecuzione capitale, per ogni delitto grave contro Dio, la Chiesa, lo Stato, l’assassinio, ecc. il condannato, in camicia con un cero n mano e la corda la collo, in ginocchio davanti a tutti confessava il suo crimine, e domandava perdono. Madre Mectilde la adotta per significare la solidarietà nel peccato che lega tutti gli uomini (quindi anche le monache ai loro fratelli del mondo) redenta in misura sovrabbondante dalla solidarietà in Cristo (cfr. Rm. 5, 12-21).

(V. ANDRAL “ Catherine Mectilde de Bar, un carisma nella tradizione ecclesiale e monastica” ed. Città Nuova, Roma 1988, nota 29, pg. 95

 

Litanie della Riparazione

 

Signore, pietà.

Signore, pietà

Cristo, pietà.

Cristo, pietà

Signore, pietà.

Signore, pietà

Cristo ascoltaci.

Cristo ascoltaci.

Cristo, esaudisci.

Cristo, esaudiscici.

Padre delle misericordie, abbi pietà di noi.

Figli, mediatore tra Dio e gli uomini, abbi pietà di noi.

Spirito, luce dei cuori, abbi pietà di noi.

Santa e individua Trinità, abbi pietà di noi.

Ostia santa, riparazione per i peccatori, abbi pietà di noi.

Ostia santa, dagli indegni cristiani disprezzata, abbi pietà di noi.

Ostia santa, dagli indegni cristiani disprezzata, abbi pietà di noi.

Ostia santa, dai bestemmiatori insultata, abbi pietà di noi.

Ostia santa, nei templi tuoi negletta ed abbandonata, abbi pietà di noi.

Sii propizio, perdonaci Signore.

Sii propizio, esaudiscici Signore.

Per le indegne e sacrileghe comunioni, gemiamo o Signore.

Per le continue bestemmie degli empi, gemiamo o Signore.

Per gli stolti discorsi, fatti nel tuo santo tempio, gemiamo o Signore.

Peccatori, ti preghiamo ascoltaci.

Afinché ci usi indulgenza, ti preghiamo ascoltaci.

Affinché ti degni di far conoscere il sacramento del tuo amore,

ti preghiamo ascoltaci.

Affinché ti degni di guardare benignamente la nostra riparazione,

fatta in spirito di umiltà, ti preghiamo ascoltaci.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, perdonaci, o Signore.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, esaudiscici, o Signore.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.

Guarda, o Signore, la nostra afflizione.

E dà gloria al tuo santo nome.

 

Preghiamo: Signore Gesù Cristo, che hai voluto essere esposto a tutti gli oltraggi degli empi piuttosto che abbandonare la tua Chiesa, dacci la grazia di poter con adeguato dolore piangere tali ingiurie e, per quanto sta in noi, veramente ripararle con tutte le forze del nostro amore. Tu che vivi e regni ei secoli dei secoli.

Amen.

 

Litanie a Gesù nell'Ostia

 

Gesù nell'Ostia, in condizione di servo

noi Ti adoriamo: rendici come Te capaci di carità servizievole e gratuita

Gesù nell'Ostia, immolato e reso vittima dei peccatori,

noi ti adoriamo: rendici come Te capaci di morire a noi stesse.

Gesù nell'Ostia, avvolto nel silenzio,

noi ti adoriamo: rendici come te, capaci di ascoltare e dire le parole dei Padre.

Gesù nell'Ostia, esiliato e scacciato dalla tua patria,

noi ti adoriamo: rendici come Te, capaci di essere sradicate e private di tutto.

Gesù nell'Ostia, sconosciuto e dimenticato,

noi ti adoriamo: rendici come Te capaci di vivere da piccole e ignorate.

Gesù nell'Ostia, contraddetto e perseguitato,

noi ti adoriamo: rendici come Te, capaci di pazienza invincibile.

Gesù nell'Ostia, debole e impotente,

noi ti adoriamo: rendici come Te, fecondità delle nostre impotenze.

Gesù nell'Ostia, abbandonato e trascurato,

noi ti adoriamo: rendici come Te, capaci di quella solitudine che è pienezza di comunione.

Gesù nell'Ostia, morto per noi,

noi ti adoriamo: rendici come Te, capaci di dare tutto quanto siamo e abbiamo.

Gesù nell'Ostia, povero e spoglio di tutto,

noi ti adoriamo: rendici come te, capaci di essere distaccate e libere da persone e cose.

Gesù nell'Ostia, ridotto al massimo annientamento,

noi ti adoriamo: rendici come Te, capaci di essere trattate come un nulla.

Gesù nell'Ostia, sommo omaggio alla santità di Dio,

noi ti adoriamo: rendici come te, capaci di purezza di cuore e di vita.

Gesù nell'Ostia, prigioniero d'amore,

noi ti adoriamo: rendici come te, capaci di essere libere e sensibili solo di amare.

Gesù nell'Ostia, obbediente fino alla morte,

noi ti adoriamo: rendici come te, capaci di obbedienza senza ritorni e senza ragionamenti.

Gesù nell'Ostia, schiavo di amore sacrificale,

noi ti adoriamo: rendici come te, capaci di dipendere totalmente dalla volontà del Padre e anche del prossimo nel bene.

Gesù Ostia,

noi ti adoriamo: rendici come te, capaci di riferimento totale e fedele al Padre.