Monache Benedettine dell'adorazione perpetua
del Santissimo Sacramento

Monastero SS. Salvatore, Grandate

In monastero  

Sabato 2 marzo ore 20.30 Ufficio di lettura della III domenica di Quaresima

"A piedi sui sentieri della preghiera": proponiamo una serie di brevi meditazioni sulla spiritualità e la preghiera, accompagnati da San Benedetto e Madre Mectilde de Bar.

"Sulle orme di madre Caterina Lavizzari" 


lunedì - martedì - mercoledì - venerdì - sabato: celebrazione Eucaristica, ore 7.30
giovedì e domenica: celebrazione Eucaristica, ore 9.00
Orario della preghiera comunitaria della Liturgia delle Ore
Tutti i sabato sera, alle ore 20.30, la comunità monastica celebra l'ufficio di lettura in preparazione alla liturgia domenicale.

         
Incontro oblati _ prossimo incontro 10 marzo

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Liturgia della Parola

II DOMENICA DI QUARESIMA, anno B

Domenica scorsa «lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana» (Mc 1,12). Oggi invece è Gesù che ci prende con sé e ci conduce su un alto monte, in disparte, noi soli (cfr Mc 9,2), per rispondere lui stesso alla domanda di Paolo: «Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?» (Rm 8,31).
Verrebbe più facile accostare il monte Tabor con il Sinai, l’invito ad ascoltare il Figlio amato a quello di seguire quanto il dito di Dio ha scritto per restare sulla via della vita, piuttosto che con il monte Moria. Come Abramo, però, così anche Pietro, Giacomo e Giovanni, sono stati chiamati a fare verità, a scoprire cosa avevano nel cuore, se erano consapevoli di essere alla presenza di Dio, se lo amavano davvero al di sopra di tutto.
Sul Tabor ci viene offerto uno sguardo sulla fine, così da avere la chiave di lettura per affrontare i nostri Moria senza paura: la risurrezione. Gesù infatti «ordinò ai tre discepoli di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti» (Mc 9,9). Sia il Tabor che il Moria acquistano senso solo dopo la risurrezione, solo dopo la promessa di Dio, «che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi» (Rm 8,32).
La nostra fede è sempre dopo, è conseguenza di una promessa in cui abbiamo sperato e in cui continuiamo a sperare. Quale promessa? Quella di una vita piena, felice, buona, salda, grande…
“Questa è la vita eterna: conoscere l'unico vero Dio, e colui che ha mandato, Gesù Cristo” (cfr Gv 17,3).
Bisogna avere pazienza con se stessi, accettare di camminare alla presenza di Dio (cfr ritornello salmo responsoriale), di vivere questo tempo di deserto facendo verità in noi stessi, scoprendo cosa abbiamo nel cuore (Dio già lo sa). Possiamo farlo se accogliamo l’invito ad ascoltare, infatti «dalla nube uscì una voce “questi è il Figlio mio, l’amato, ascoltatelo”» (Mc 9,7), facendo silenzio. Solo così Dio potrà riempirci di parole e significati, solo così il nostro camminare non sarà un accontentarsi di ricordi, ma un alzare gli occhi per vedere l’altare della croce e un aprire le orecchie per ascoltare l’invito che il nostro cuore continua a ripetere: «Cercate il mio volto!» (Sal 26,8-9).
Ci sia dato di poter dire: «Il tuo volto, o Signore, io cerco, non nascondermi il tuo volto» (Sal 26,8-9), perché «Cristo Gesù è morto, anzi è risorto, sta alla destra di Dio e intercede per noi!» (Rm 8,34).
Allora facciamo ciò che ci dice san Benedetto nel prologo della Regola: “Ascolta attentamente, o figlio, gl’insegnamenti del maestro e porgi l’orecchio del tuo cuore; accogli volentieri i consigli dell’affettuoso padre e ponili vigorosamente in opera.”

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Assaggi di Grazia

La profezia non consiste nell'indovinare il futuro, ma in una lettura del presente che sappia di futuro possibile. L speranza non è fantasticheria, ma è la virtù di chi nell'oggi riconosce il Regno che viene. ("Disinnescare futuri", di Manuel Belli, rivista di liturgia pastorale n.358)

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Monastero SS Salvatore - via Giovanni Paolo II n.1 - Grandate - 22070 - Como - infobenedettinegrandate@gmail.com

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