Monache Benedettine dell'adorazione perpetua del Santissimo Sacramento

Monastero SS. Salvatore, Grandate

In monastero
             A due giorni dalla partenza per il Paradiso di Suor Agnese, il Signore ha bussato ancora alla porta del nostro Monastero per stringere nel Suo abbraccio eterno la nostra carissima Suor Maria Bernardetta di Nostra Signora di Lourdes (Gioconda Zullo).(scarica la vigilia)

Domenica 24 Luglio 2022, la nostra sorella suor Agnese del Divino Agnello (Rosanna Coluccini), mentre la comunità si apprestava a celebrare la Liturgia eucaristica domenicale, è stata chiamata alla Liturgia del cielo. (scarica la vigilia)

             lunedì - martedì - mercoledì - venerdì - sabato: celebrazione Eucaristica, ore 7.30
             giovedì e domenica: celebrazione Eucaristica, ore 9.00
             Orario della preghiera comunitaria della Liturgia delle Ore
             Tutti i sabato sera, alle ore 20.30, la comunità monastica celebra l'ufficio di lettura in preparazione alla liturgia domenicale.


Incontro oblati _ i prossimi incontri degli oblati per settembre 2022 - luglio 2023 sono ancora da stabilire

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Commento alla Liturgia della Parola

SOLENNITÀ ASSUNZIONE B.V. MARIA – 15/08/2022 Anno C
(Ap 11,19a; 12,1-6a.10ab; salmo 44; 1Cor 15,20-27; Lc 1,39-56)
15 Agosto: giorno di festa per tutti, sì…ma non solo perché è ferragosto!
C’è un motivo ben più grande che, se viene scoperto e accolto, ci riempie di una gioia così profonda e vera che non può durare solo il tempo (sempre troppo breve!) delle vacanze estive, ma che profuma di eterno l’intera nostra esistenza.
Per la Chiesa, il 15 Agosto è il giorno della solennità dell’Assunzione in cielo della Beata Vergine Maria.
Si tratta della celebrazione mariana più grande e gloriosa dell’anno liturgico: è la Pasqua di Maria, che partecipa in pienezza al trionfo di Cristo sul peccato e sulla morte.

In un primo momento, potrebbe sembrarci un po’ strano il fatto che, mentre cerchiamo di meditare sul termine del corso della vita terrena dell’Immacolata Madre di Dio, la Liturgia ci faccia ascoltare un brano di Vangelo che ci obbliga a fare un salto indietro nel tempo. Il Vangelo di Luca, infatti, ci mostra Maria in dolce attesa, che non ha ancora visto il suo Gesù, non sa ancora come saranno i suoi lineamenti, né di che colore avrà gli occhi, non può ancora abbracciarlo…eppure lo sente, vivo e presente in Lei nel modo unico e splendido in cui una mamma sente la vita nuova che porta nel grembo…e comincia a cantare il Magnificat… Sì, può sembrare strano, ma, se ci pensiamo bene, non lo è, dato che la vita di Maria è stata ed è tutta ancora oggi un canto sempre più pieno del Magnificat.

Proviamo a ripercorrere il Vangelo con ordine per capire meglio questa intuizione.

Ecco, ci viene detto subito che questa giovane mamma si alzò: è significativo il fatto che qui venga usato un verbo che richiama la Risurrezione (in gr. anastasis)! Se poi pensiamo che l’Assunzione di Maria in Oriente viene chiamata Dormizione, il termine si alzò assume un ruolo particolarmente illuminante: ci aiuta innanzitutto a scorgere la bellezza di Gesù, vincitore della morte, primizia di coloro che sono morti (cfr 1Cor 15,20-27) e a scoprire il ruolo speciale di Maria nella storia della salvezza. Come dice il Prefazio: non poteva conoscere «la corruzione del sepolcro colei che ha generato il Signore della vita». Celebriamo, dunque, Maria, immagine e primizia dell’umanità nuova, redenta dalla Pasqua di Gesù.

Pochi versetti dopo, troviamo Elisabetta, che, colmata di Spirito Santo, riferendosi alla cugina, pronuncia la prima beatitudine riportata dal Vangelo di Luca: «Beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto» (Lc 1,45).
Sì, veramente beata Maria SS., la cui vita è stata tutta un SÌ, perché ha saputo ripetere in ogni istante a Dio: «ECCE! FIAT! MAGNIFICAT!». Di sicuro non è stato sempre tutto facile nemmeno per Lei (pensiamo a quanto le sia stato faticoso ripetere il suo SÌ sul Calvario!), ma è proprio questo SÌ tenace e fedele che ci permette oggi di contemplare la sua gloria. Non dimentichiamo, poi, che al SÌ di Maria risponde il SÌ di Dio, che la fa risplendere come modello straordinario per la Chiesa e per ciascuno di noi e ce la offre come «segno di consolazione e di sicura speranza» (Prefazio).

Nella seconda parte del Vangelo, Maria prende la parola e tutto si trasforma in poesia: con espressioni tratte dalla Scrittura, dall’Antico Testamento e dalla ricchezza della tradizione ebraica, la donna del Magnificat, con gioiosa esultanza, innalza la sua lode a Dio, fonte di ogni misericordia, e Luca trasforma il suo canto in un inno cristiano.
Forse qualcuno starà pensando: «Maria ha forse visto coi suoi occhi ciò che canta?». Ad essere realisti verrebbe da rispondere di no: i superbi, i potenti e i ricchi sembrano continuare a farla da padroni, mentre gli umili, gli affamati, i poveri continuano ad essere schiacciati e le guerre in corso sono una prova evidentissima e tristissima di questo andamento; la Chiesa stessa vive ancora oggi nel travaglio della storia, proprio come «la donna vestita di sole» (Apocalisse).
In effetti, no, anche Maria non ha potuto vedere realizzato in pienezza con gli occhi del corpo ciò che canta nel Magnificat, eppure ci insegna ad andare oltre, al di là delle apparenze, per contemplare già adesso con gli occhi del cuore le piccole grandi delicatezze che Dio ha nei confronti di ciascuno, segni concreti del suo infinito amore per noi.

Maria ci insegna ad avere uno sguardo di Fede capace di andare all’essenziale, proprio come il suo: anche noi, come la Madre di Dio e Madre nostra, siamo chiamati ad accogliere con gioia e generosità il disegno di Dio sulla nostra vita, per poter scorgere nel quotidiano i molteplici segni della sua presenza; anche noi possiamo guardare al suo esempio per
alzarci, metterci in cammino e vivere già oggi una vita da risorti, nella logica nuova del Magnificat….perché, come ci ricorda S. Paolo nella seconda lettura, Dio ci ha fatti per la vita!

Maria Assunta in cielo, aurora che risplende,
insegnaci ad elevare a Dio il nostro Magnificat
come canto di lode, di esultanza e di ringraziamento per quanto silenziosamente opera in noi,
affinché ciascuno possa cantare insieme a te:
«Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome!»

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Vita monastica

A. J. HESCHEL, Il Sabato. Il suo significato per l'uomo moderno, Milano, Garzanti, 2001

Il Dio d’Israele è il Dio degli eventi: il Liberatore dalla schiavitù, il Rivelatore della Torà, che si manifestava negli eventi storici, che ha donato al suo popolo il Sabato per santificarlo con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutti i sensi. In questo giorno le ore non si incalzano l’una con l’altra, non si è presi nella corsa o dalle vicissitudini che incombono sulla vita, ma ci si ferma per fare propria la presenza di un momento eterno, per ritrovarsi partecipi di una benedizione. Così il Sabato non è tempo di ansia o di preoccupazione personale, non è tempo per ricordare i peccati, ma è un giorno fatto per la lode .

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Assaggi di Grazia

...Il valore che sei dipende dal dono di te davanti a Dio, lui ha un altro criterio di giudizio. Di solito non gli interessa quanto produci, quanto guadagni, quanta influenza puoi avere, ma come sei, come ami e se il tuo cuore è libero di donarsi... (cfr Carne di donna, Simona Segoloni) 

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Monastero SS Salvatore - via Giovanni Paolo II n.1 - Grandate - 22070 - Como - infobenedettinegrandate@gmail.com

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