Monache Benedettine dell'adorazione perpetua del Santissimo Sacramento

Monastero SS. Salvatore, Grandate

In monastero
Orario _ GIOVEDÌ SANTO 14 APRILE
08.15 Lodi e ora terza
12.00 Ora media
17.00 Messa della cena del Signore segue adorazione silenziosa con possibilità di sostare fino alle 24

VENERDÌ SANTO 15 APRILE
07.00 Ufficio di lettura
09.00 Lodi e ora terza
11.45 Ora media
15.00 Celebrazione della passione di nostro Signore Gesù Cristo

SABATO SANTO 16 APRILE
06.10 Ufficio di lettura
08.15 Lodi e ora terza
12.00 Ora media
17.00 Vespro

21.00 SOLENNE VEGLIA PASQUALE

DOMENICA DI PASQUA 17 APRILE
07.20 Lodi
08.45 Ora terza
09.00 Celebrazione Eucaristica
ed esposizione del SS. Sacramento
17.00 Vespro, Benedizione Eucaristica e Santo rosario

LUNEDÌ DELL’ANGELO 18 APRILE
08.15 Lodi e ora terza
09.00 Celebrazione Eucaristica
17.00 Vespro

             lunedì - martedì - mercoledì - venerdì - sabato: celebrazione Eucaristica, ore 7.30
             giovedì e domenica: celebrazione Eucaristica, ore 9.00
             Orario della preghiera comunitaria della Liturgia delle Ore
            Tutti i sabato sera, alle ore 20.30, la comunità monastica celebra l'ufficio di lettura in preparazione alla liturgia domenicale.


Incontro oblati _ prossimo incontro: Domenica 10 aprile
Adorazione Eucaristica _ accogliendo l'invito di preghiera durante il "Pre - festival della Missione"
                                       23 marzo 2022, ore 20.30: "L'Eucaristia e la missione: Vivere per DONO"



In Parrocchia 
www.parrocchiagrandate.it
Parrocchia S. Bartolomeo . Via Giovanni XXIII · 3 · Grandate · (CO) · 22070 · ITALIA
info@parrocchiagrandate.it

In Dioecesi 
www.diocesidicomo.it

Studio Teologico Benedettino, STBI 
www.benedettineitaliane.org/newsletter

Evviva!
Giovedì 10 febbraio 2022, Solennità di Santa Scolastica, la nostra Comunità ha accolto la Comunità monastica delle Benedettine del Santissimo Sacramento di Gallarate, e insieme stiamo iniziando un rinnovato cammino alla scuola di san Benedetto e madre Mectilde de Bar. Continuiamo a raccomandarci alla vostra preghiera.

(articolo e foto dal settimanale della diocesi di Como

Commento alla Liturgia della Parola

Domenica delle Palme
Insieme alla folla dei discepoli anche noi oggi siamo chiamati a celebrare la regalità di Cristo, acclamando senza paura: “Benedetto colui che viene, il Re, nel nome del Signore. Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli!” (Lc 19, 38).
Luca però non ci colloca alle porte di Gerusalemme, ma sul Monte degli Ulivi. É da questa collina, di fronte alla Città santa, che la tradizione biblica situa l’intervento di Dio (che a Mosè si è rivelato come “Io sono qui, Io sono colui che è qui con te”) nella battaglia escatologica decisiva (cfr. Zc 14,4); è da questa collina che il popolo eletto aspetta l’arrivo del messia-re nella propria città; è da questa collina che Gesù ascende in cielo per l’intronizzazione celeste alla destra del Padre.
Riconoscendo Gesù come “colui che viene”, non solo ci viene data la risposta alla domanda che i discepoli del Battista si erano fatti, ma ci uniamo coro degli angeli - gli stessi che nell’incarnazione avevano cantato: “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama” (Lc 2,14) - in una sorta di polifonia, dare lode a Dio.
L’agire di Gesù oggi corrisponde a quest’ideale di sovrano messianico: egli comanda, viene ubbidito e tutto ciò che dice si compie… Viene quasi da gridare che il tempo è compiuto, che la pienezza attesa è giunta, ma, alla lode della comunità cristiana ai tempi di Luca, si contrappone l’ostilità dei farisei, consapevoli della peculiarità della messianicità di Gesù.
Come i discepoli di ieri, e forse di domani, anche noi acclamiamo Gesù il Messia, il Re atteso, restando però sconcertati perché sappiamo che il luogo in cui questo si manifesta al massimo è nella sua Passione. Lo Spirito però ci conferma assicurandoci che la vittoria di Cristo sulla morte è una manifestazione concreta di quel “già e non ancora” che caratterizza il nostro cammino di fede, e ci aiuta a contemplare l’intero mistero della passione-morte-risurrezione di Gesù che stiamo per celebrare in modo speciale in questa Settimana Santa. Per questo in monastero la nostra processione sarà guidata da una croce ricoperta di fiori: un segno che ci proietta verso il compimento, verso la Pasqua, l’ottavo giorno, giorno in cui la croce non sarà più un segno di tortura e morte, ma l’albero da cui riceviamo la vita, il luogo in cui riconoscere in Gesù il Figlio di Dio per ricevere lo Spirito di vita nell’incontro con lui risorto nel giardino il mattino di Pasqua.
Buona Settimana Santa e insieme chiediamo che davvero la venuta del Signore Risorto sia un dona di pace in cielo e sulla terra.

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Vita monastica

A. J. HESCHEL, Il Sabato. Il suo significato per l'uomo moderno, Milano, Garzanti, 2001

Il Dio d’Israele è il Dio degli eventi: il Liberatore dalla schiavitù, il Rivelatore della Torà, che si manifestava negli eventi storici, che ha donato al suo popolo il Sabato per santificarlo con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutti i sensi. In questo giorno le ore non si incalzano l’una con l’altra, non si è presi nella corsa o dalle vicissitudini che incombono sulla vita, ma ci si ferma per fare propria la presenza di un momento eterno, per ritrovarsi partecipi di una benedizione. Così il Sabato non è tempo di ansia o di preoccupazione personale, non è tempo per ricordare i peccati, ma è un giorno fatto per la lode .

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Assaggi di Grazia

...Il valore che sei dipende dal dono di te davanti a Dio, lui ha un altro criterio di giudizio. Di solito non gli interessa quanto produci, quanto guadagni, quanta influenza puoi avere, ma come sei, come ami e se il tuo cuore è libero di donarsi... (cfr Carne di donna, Simona Segoloni) 

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Monastero SS Salvatore - via Giovanni Paolo II n.1 - Grandate - 22070 - Como - infobenedettinegrandate@gmail.com

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